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ROMA. «Siamo molto preoccupati per le condizioni dei viadotti della A24-A25, l’unico collegamento baricentrico che collega l’Est e l’Ovest d’Italia e che incide in modo fondamentale sulla viabilità abruzzese». Lo dice Jonny
Crosio, architetto svizzero e senatore della Lega. «I viadotti – sostiene – erano già danneggiati in conseguenza al terremoto del 2009 e oggi ci risultano ulteriormente deteriorati. È fondamentale procedere alla messa in sicurezza dell’arteria stradale così come previsto già dal 2012 nella legge di stabilità, ma a oggi non ci risultano accordi tra l’ente gestore e il ministero delle infrastrutture. È molto grave che non si stia facendo nulla, i responsabili dell’asse viabilistica non stanno adempiendo alla legge lasciando al caso e quindi a una possibile nuova scossa di terremoto la possibilità o meno che i viadotti danneggiati cadano. Oltre al pericolo di danni alle persone che ci auguriamo di poter scongiurare crediamo che sia fondamentale oltre che doveroso garantire che questo collegamento possa essere percorso in totale sicurezza. Questo tratto autostradale deve essere salvaguardato sia per eventuali emergenze sia per assicurare a questi territori già martoriati

da eventi calamitosi un collegamento fondamentale per l’economia del territorio. Il nostro è un grido d’allarme, non devono essere ancora una volta i cittadini terremotati a subire le conseguenze dell’incuria di chi deve provvedere alla manutenzione delle infrastrutture», conclude Crosio

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 (Christopher Polk/Getty Images)

Il cantante del gruppo rock dei Linkin Park Chester Bennington si è suicidato: la notizia Cafènero - Qz110, sautope da ginnastica Alte Uomo per prima dal sito TMZ, solitamente molto affidabile per quanto riguarda lo show business americano. La morte di Bennington Cafènero Anfibi stivaletti nero sautope donna FH401 38 da un coroner della contea di Los Angeles, che ha confermato che la polizia la sta trattando come un «apparente suicidio». Bennington aveva 41 anni. Il suo corpo è stato ritrovato questa mattina intorno alle 9 (ora locale) in una casa di Palos Verdes Estates, a sud di Los Angeles. Bennington aveva raggiunto il successo con i Linkin Park all’inizio degli anni Duemila, soprattutto con i dischi Hybrid Theory (2000),Meteora (2003) Minutes to Midnigt (2007), suonando una versione più accessibile e trasversale di nu metal, genere musicale che mischia il metal con il rap e il grunge: il loro ultimo disco, nel quale canta Bennington, si chiama One More Light ed è uscito a maggio.

Bennington era nato il 20 maggio 1976 a Phoenix, in Arizona, e aveva avuto un’adolescenza complicata, in cui era stato dipendente dalle droghe. Negli anni aveva anche raccontato di avere subito molestie sessuali fin dai sette anni da parte di un ragazzo più grande, continuate fino a quando ne aveva 13. Cominciò a cantare all’inizio degli anni Novanta con i Sean Dowdell and His Friends?, e poi con i Grey Daze, due band locali con cui registrò alcuni EP. Nel 1999 ottenne un provino per diventare il cantante degli Hybrid Theory, una band che si era formata pochi anni prima a Los Angeles: fu scelto e nel 2000 registrò il primo disco del gruppo, che nel frattempo aveva cambiato il nome in Linkin Park. Il disco, Hybrid Theory, ebbe un grandissimo successo, vendendo quasi 5 milioni di copie in un anno: i singoli “One Step Closer”, “Crawling”, “Papercut” e “In the End” diventarono subito molto famosi, e i loro video diventarono molto popolari su MTV. Fin dal primo disco, Bennington fece la voce principale, mentre Mike Shinoda, un altro membro della band, faceva le parti rappate

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Nuovo terremoto a L’Aquila per gli appalti sulla ricostruzione. Ed in questo nuovo filone, anche i carabinieri della compagnia di Teramo hanno operato un arresto (Cafènero JDB132 sautope da ginnastica Tronchetto Cerniera in Pelle con SIMILPELLICCIA)

Si tratta dell’imprenditore Giampiero Fracassa, finito agli arresti domiciliari a Colleparco, tra i titolari della ditta Rinaldo Fracassa srl, che si è occupata dei lavori di restauro alla Torre di Santo Stefano.

L’uomo è difeso dall’avvocato Guglielmo Marconi.

Nell’ambito dello stesso filone risultata indagata anche una professionista, un ingegnere teramana, raggiunta dal divieto temporaneo ad operare. Si tratta di Alessandra Del Cane, di 30 anni, di Cermignano.

Indagato anche l’ex sindaco di Cermignano Aldino Del Cane.

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Pesaro, CAI&HONG-Domestics GCC Taiji, Tendine di uomozo, Kungfu, Traspirante – Arresti eccellenti anche in provincia di Pesaro e Urbino nell’ambito di una vasta operazione dei carabinieri per corruzionenella gestione di appalti pubblici relativi alla ricostruzione Calaier Caguide, Sautope col Tacco Donna (Calaier Donna CAAS 11CM Tacco A Spillo Scivolare su Sautope col Tacco Calzature).

Questa mattina i militari dell’Arma, su disposizione del gip Giuseppe Romano Gargarella, hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, notificando altri 5 provvedimenti di applicazione deldivieto temporaneo di esercitare l’attività professionale tra Teramo, Pesaro Urbino e Bari.

I provvedimenti interessano funzionari pubblici, imprenditori e professionisti, ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

L’indagine, avviata nel 2016 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di L’Aquila, coordinata dal procuratore capo Michele Renzo e condotta dal pm Antonietta Picardi della Procura de L’Aquila, ha riguardato complessivamente 35 soggetti (i restanti indagati in stato di libertà) e ha messo in luce un serie di condotte di alcuni funzionari pubblici, inseriti nel contesto del Segretariato Regionale del Ministero dei beni culturali dell’Abruzzo, che, ricoprendo varie funzioni e ruoli nel contesto dell’assegnazione e controllo sulle opere di restauro successive al sisma del 2009, avrebbero gestito gli appalti della ricostruzione post sisma in maniera clientelare, attribuendo incarichi professionali (alcuni dei quali su scelta dell’amministrazione, altri su loro indicazione operati dalle stesse ditte interessate all’esecuzione delle opere) a parenti e amici.

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E uno degli arrestati rideva pensando ad Amatrice Coinvolti funzionari pubblici, professionisti e imprenditori di Abruzzo, Campania, Marche e Puglia. Nelle intercettazioni uno degli imprenditori rideva ipotizzando affari su Amatrice

I carabinieri hanno arrestato 10 persone nell’ambito di un’inchiesta su presunte mazzette in una serie di appalti pubblici per la ricostruzione de L’Aquila dopo il terremoto del 2009. Sono stati inoltre effettuati sequestri e perquisizioni nei territori di Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento. Contestati i reati di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta, commessi in quello che è stato definito il “cantiere più grande d’Europa”.

A otto anni dal sisma che ha colpito L’Aquila, l’inchiesta sulla ricostruzione coinvolge funzionari pubblici, professionisti e imprenditori, tra cui alcuni nomi eccellenti. 35 gli indagati, di cui 10 agli arresti domiciliari e 5 interdetti dall’esercizio dell’attività professionale. Tutte le persone indagate esercitavano la propria attività in Abruzzo, Campania, Marche e Puglia.

Secondo quanto appreso, le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore capo Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi, sarebbero scattate grazie a degli spunti investigativi emersi da un’altra inchiesta. Con intercettazioni telefoniche e ambientali e con alcuni documenti video e foto, sarebbero state dimostrate le somme di denaro consegnate per vincere gli appalti.

La risata su Amatrice intercettata – Come per il sisma del 2009, anche nel terremoto del Centro Italia del 2016 spunta l’imprenditore che ride pensando agli affari che pioveranno con la ricostruzione. E’ il caso di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale, intercettato nella nuova inchiesta della procura de L’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica. Nell’ordinanza il gip scrive: “RIDE”. L’uomo, ai domiciliari, annuisce e ride parlando.

La telefonata col geometra – Giustino al telefono con il geometra della sua ditta, Leonardo Santoro (anche lui ai domiciliari). Santoro – si legge nell’ordinanza – gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari, dopo il terremoto di Amatrice: “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che ride più volte.

L’appoggio dei presunti corrotti – Come si legge nelle 183 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, dopo le nuove scosse di terremoto “gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari”. Santoro, riassume il gip, spiegava al suo datore di lavoro “che presso il Mibact era stata creata un’unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro – prosegue Gargarella – ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l’impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto più se l’appoggio di Piccinini e Marchetti (altri due arrestati, ndr), funzionari del Mibact e inseriti nell’unità di crisi, non sarebbe venuto meno”

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L’AQUILA. Sessanta carabinieri sono in azione dalle prime ore del mattino per una maxi-operazione che riguarda il contrasto al fenomeno della corruzione nella ricostruzione pubblica post-terremoto. L’operazione parte dall’Aquila ed è coordinata dalla procura distrettuale antimafia. Sono in corso le notifiche delle dieci misure cautelari degli arresti domiciliari e dei cinque divieti di esercitare attività professionale. In queste ore vengono perquisiti uffici pubblici e sedi di imprese in quanto l’indagine riguarda anche pubblici ufficiali. Perquisizioni e sequestri sono in corso nei territori dell’Aquila, Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento. Tra i reati contestati la corruzione, l’abuso d’ufficio e la turbativa d’asta che sarebbero stati commessi in quello che è stato definito il «cantiere più grande d’Europa».

ARRESTATI. Gli arrestati, ai domiciliari, sono: Lionello Piccinini, Antonio Zavarella, Berardino Di Vincenzo, Marcello Marchetti, Mauro Lancia, Giampiero Fracassa, Vito Giuseppe Giustino, Antonio Loiudice, Graziantonio Loiudice e Leonardo Santoro. In tutto gli indagati sono 35. Oltre ai 10 arresti, ci sono 5 interdizioni dall’esercizio dell’attività professionale, tra Abruzzo, Campania, Marche e Puglia, a carico di: Giancarlo Di Vincenzo, Alessandra Del Cane, Michele Fuzio, Domenico Pazienza e Michele Buzzerio.

TUTTI GLI INDAGATI. Valerio Agostinelli, 29 anni, Sassoferrato (Ancona), geometra dell’impresa Lancia srl; Italo Albani, 68 anni, L’Aquila, co-titolare della ditta Soalco srl; Giancarlo Boscaino, 51 anni, Foglianise (Benevento), geologo; Claudia Castagnoli, 45 anni, Campobasso, dipendente Mibact; Fabio Cacciari, 46 anni L’Aquila, architetto, direttore tecnico Atec srl; Gianfranco D’Alò, 62 anni, Lucoli (L’Aquila), architetto, dipendente Soprintendenza; Aldino Del Cane, 66 anni, Cermignano (Teramo); Franco De Vitis, 64 anni, Ocre (L’Aquila), architetto, dipendente Soprintendenza; Federica Di Vincenzo, 37 anni, L’Aquila; Claudio Finarelli, 65 anni, Chieti, architetto, dipendente Mibact; Giuseppe Liberati detto Pippi, 66 anni, Tagliacozzo, architetto dipendente Soprintendenza; Gianluca Marcantonio, 46 anni, Pescara; Pasquale Marenna, 51 anni, Telese (Benevento); Francesco Montazzoli, 34 anni, Popoli; Berardino Olivieri, 61 anni, Sulmona, architetto dipendente Soprintendenza; Ernesto Penzi, 38 anni, Maddaloni (Caserta) procuratore dell’impresa Penzi spa;
Aldo Giorgio Pezzi, 47 anni, Pescara, architetto dipendente Soprintendenza Emilia Romagna; Lucio Piccinini, 49 anni, L’Aquila, co-titolare Atec srl; Vladimiro Placidi, 61 anni, L’Aquila, ex assessore comunale con delega alla ricostruzione dei beni culturali; Giuseppe Rossi, 65 anni, L’Aquila, dipendente Mibact.

LE ACCUSE. La nuova inchiesta giudiziaria che scuote la ricostruzione dell’Aquila a oltre otto anni dal tragico sisma coinvolge funzionari pubblici, professionisti e imprenditori, tra cui nomi eccellenti. Secondo quanto si è appreso, le indagini dei carabinieri dell’Aquila, coordinate dal procuratore capo Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi, sarebbero scattate da spunti investigativi emersi da un’altra inchiesta. A inchiodare gli indagati ci sarebbero intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che video e foto che dimostrerebbero le dazioni per vincere gli appalti.

L’INCHIESTA. L’indagine è una costola di quella sulla corruzione per gli appalti di Palazzo Centi, sede istituzionale della giunta regionale. Tra gli indagati di questo nuovo filone ci sono anche nomi già coinvolti nei precedenti accertamenti. L’accusa sostiene di aver scoperto un vero e proprio sistema di scambio di favori nell’assegnazione dei lavori della ricostruzione pubblica post-terremoto. Tra gli appalti messi sotto esame anche quelli per il restauro del teatro comunale dell’Aquila e della torre medicea di Santo Stefano di Sessanio. L’accusa parla dell’esistenza di mazzette scambiate negli uffici tra imprenditori e pubblici funzionari, come testimonierebbero le intercettazioni telefoniche e ambientali. Si ipotizza, dunque, un importante giro di corruzione. Per alcuni degli indagati l’accusa è quella di aver agevolato l’assegnazione di lavori in cambio dell’attribuzione di incarichi di progettazione ad alcuni familiari. In un altro caso, invece, un funzionario avrebbe agevolato il percorso di assegnazione di lavori edili alla ditta di un familiare.

I PERSONAGGI. Tra le persone coinvolte nell’indagine anche l’architetto Berardino Di Vincenzo, ex dirigente della segreteria regionale Beni culturali. L’architetto Di Vincenzo, ex sindaco del Comune di Caporciano, da poco andato in pensione, era già stato destinatario di un avviso di garanzia nello scorso mese di febbraio quando era finito nel mirino della procura perché avrebbe indotto due imprenditori a stipulare una consulenza con il figlio incaricato di redigere il progetto per la ristrutturazione di Palazzo Centi. Coinvolto nell’indagine anche Leonardo Santoro dell’omonima impresa di costruzioni che ha sede ad Altamura, in provincia di Bari. La terza persona agli arresti domiciliari è l’imprenditore teramano Giampiero Fracassa dell’omonima impresa edile. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati materiale documentale e file di computer contenenti indicazioni su alcuni dei lavori eseguiti dall’impresa nell’ambito della ricostruzione aquilana. L’impresa Fracassa si era aggiudicata i lavori di restauro della torre medicea di Santo Stefano di Sessanio. Tra i lavori finiti nel mirino, secondo fonti investigative, ci sarebbero anche quelli relativi alla ristrutturazione della Badia di Sulmona.

INDAGINE INTERNA. Il Mibact «nel pieno rispetto del lavoro degli organi inquirenti e con spirito di collaborazione», ha avviato un’indagine interna per verificare l’iter dei procedimenti amministrativi per la ricostruzione e restauro del patrimonio architettonico aquilano danneggiato dal sisma del 2009 e dagli ulteriori eventi sismici del 2016: lo rende noto il ministero guidato da Franceschin

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A manifestare i propri dubbi è l’associazione allevatori Cospa che ha inviato una nota al prefetto di L’Aquila.

“Nonostante i lavori effettuati dopo il sisma del 2009 – scrive il portavoce del Cospa Abruzzo Dino Rossi – ci sono grandi crepe nello stabile dell’ex distretto sanitario di Collemaggio di L’Aquila, dove è stata trasferita la Asl veterinaria. Sembra che si sia usato molto cemento, cartongesso e molta vernice alle pareti esterne per mascherare una pseudo ristrutturazione. Dietro il cartongesso ci sono grandi crepe alla struttura portante visibili al piano terra, non si sanno le condizioni dei piani superiori perché sono chiusi al pubblico, sicuramente non sono in buono stato visto che sono inutilizzati. Tutto il distretto sanitario è stato trasferito alla ex OMPI, del Comune, dove l’ente paga il canone di affitto. Una struttura così grande avrebbe potuto ospitare anche altri settori sanitari se i lavori di ristrutturazione fossero stati fatti non con una semplice spennellata”.

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L’AQUILA – Nonostante l’unanime volontà delle amministrazioni comunale e provinciale di stanziare i fondi a disposizione della Provincia, la variante di Sassa non è presente nel bilancio di previsione triennaleCamouflage Stivali da Combattimento Tattici da Uomo Scamosciati mimetici Alti in camoscio Impermeabili e Traspiranti Sautope da Trekre da Trekre tutti'aperto del Comune di L’Aquila a causa del mancato accordo di programma tra Comune e Provincia, visto che quest’ultima ancora non ha esperito le procedure a suo carico. Potrà essere comunque inserita con una variazione del piano triennale approvato, non appena avverrà il trasferimento del flusso economico necessario, attualmente fermo in Provincia.

È quanto emerso durante la prima assemblea cittadina permanente di centrosinistra che si è costituita a Sassa, riunita sabato scorso, in cui si è parlato, tra le altre cose, di depurazione, mobilità, viabilità, rifiuti, spazi collettivi, piano regolatore, scuole.

Hanno partecipato i sindaci dei Comuni limitrofi, Giacomo Carnicelli di Tornimparte, Gianluca Marrocchi di Lucoli e Marco Giusti di Scoppito, l’assessore del Comune dell’Aquila Stefano Palumbo e il candidato sindaco del capoluogo Americo di Benedetto.

Dopo un primo intervento generale degli ospiti sulle tematiche proposte, la popolazione intervenuta ha messo a fuoco le criticità del comprensorio – fanno sapere in una nota gli organizzatori, Fabrizio Coletta, Elisa Corsi, Quirino Crosta, Paolo Sbaffo, Giorgio Spacca e Francesca Stecca – ed ha fornito punti di vista e suggerimenti per il miglioramento della qualità di vita di un territorio che ha visto un forte incremento della popolazione non supportato da nuove infrastrutture.

Approfittando della presenza del presidente della Gran Sasso acqua spa, si è poi approfondito lo studio del progetto, già in fase di realizzazione, del nuovo sistema di collettori e depurazione delle acque che interessa la zona nord-ovest dell’Aquila e i comuni limitrofi.

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